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Caro Amico, leggo le Tue parole e mi dico che condivido pienamente quel che scrivi. Passa qualche istante e ripenso ai miei studi "tradizionali" (quando apprendevo dal mio Maestro) e "accademici" (quando studiavo all'Università) e rifletto:
La morte, in fondo, fa parte della vita: perché temerla? Per i cattolici, inoltre, la morte è il completamento della vita, giacché i credenti sanno che solo attraverso il "trapasso" terreno possono finalmente incontrare la "Luce di Dio".
I taoisti, d'altra parte, ritengono che la vita e la morte siano un unicum che non può essere slegato e, del resto, le nozioni relative all'immortalità hanno a che fare con una alchimia più che altro spirituale tesa alla liberazione dello spirito affinché possa ricongiungersi col Tai-Ch'i (Il Grande Uno, ossia "Il principio").
Dunque, in questa prospettiva, viviamo ma non con la "spada di Damocle" (come alcuni chiamano la "morte") sulla nostra testa, bensì con la consapevolezza che l'eternità non è di questo mondo né potrebbe esserlo dal momento che Tutto ha un Inizio e una Fine (l'alfa e l'omega - come dicevano gli antichi).
Una delle modalità per sfuggire alla "morte" e ai suoi tristi "pensieri" è AMARE poiché solo il vero e sincero amore permette all'essere umano d'innalzarsi sopra le cose.
Un abbraccio con l'augurio di una serena fine d'anno e di un felice inizio d'anno nuovo.
Leonardo.

Aggiunto da Matteo Cassese
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